Nelle viscere dei file (e dei dischi)

Ogni tanto capita di dover guardare (e magari mettere le mani) nelle viscere dei file, cioè in quella sequenza di byte che compone qualunque file abbiamo sul nostro pc. Ad esempio, per cercare comandi non documentati di un applicativo e che spesso sono ben visibili come sequenze di caratteri in chiaro dentro il file stesso. Oppure per tradurre in modo “rapido e sporco” un software di cui non si abbiano i sorgenti.

Allo scopo serve un editor binario, capace di aprire file anche di grandi dimensioni e che consenta di cercare sequenze di caratteri e di sostituirle con altre. Ne ho provati alcuni, rigorosamente gratuiti anche per scopi commerciali e lavorativi, e finora il più completo che ho trovato è HxD Hexeditor di Maël Hörz, che entra così a pieno titolo nella mia personale selezione di software gratuiti per l’ufficio. Oltre a manipolare i file, HxD permette anche di esaminare e modificare il contenuto dei dischi e della memoria RAM, più qualche altra funzione accessoria quale la suddivisione di file grandi in file più piccoli.

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