Morire di lavoro

I morti sul lavoro sono uno dei quei temi ricorrenti nelle notizie quotidiane che sfuggono all’attenzione, quasi fossero un male inevitabile ed una sorta di “tappezzeria” di sfondo nel mare delle notizie, finché non capita una tragedia come quella della Thyssen.

Morire di lavoro, morire mentre si sta facendo il proprio dovere quotidiano verso se stessi, la propria famiglia e verso la società non è un male inevitabile. E’ una vergogna.

Ed invece – come faceva notare la Gabbanelli a Report domenica scorsa – si apre un nuovo cantiere e si fa la stima preventiva di quante persone ci moriranno.

Come canta Caperezza, sono “eroi” che lottano per i propri cari, per arrivare alla pensione possibilmente vivi. A questi eroi morti sul campo, dedico un sito che li ricordi e che ricordi a tutti noi quanto è grande ed estesa questa vergogna, fino a quando ci arrabbieremo abbastanza da dire basta.  Se qualcuno vuol darmi una mano a tenerla aggiornata mi lasci un commento qua sotto e lo abilito all’editing.

Chiudo con la canzone di Caparezza:

Un pensiero su “Morire di lavoro

  1. Bisogna assolutamente mobilitarsi per questa cosa…
    bisogna tornare nei cantieri, sulle linee ferroviarie, nelle fabbriche.
    Bisogna vigilare, bisogna informare, bisogna ricominciare a vedere con i propri occhi!
    Bisogna spaventare padroni e padroncini….

    Mi piace

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