Il nucleare non piace neanche agli investitori

Mia traduzione dall’articolo Missing the market Meltdown, pubblicato su Newsweek:

Gli investitori hanno già affondato l’annunciata rinascita del nucleare. I nuovi sussidi USA di circa 13 miliardi di dollari per impianto (più o meno il costo del capitale per un impianto) non hanno sedotto Wall Street a investire. Invece, le fonti concorrenti decentralizzate alternative all’energia nucleare stanno producendo complessivamente più elettricità che gli impianti nucleari, e stanno crescendo da 20 a 40 volte più velocemente.

Nel 2007 nel mondo le rinnovabili decentralizzate hanno attirato 71 miliardi di capitale privato. Il nucleare: zero. Perché ? Per motivi economici. I costi per la costruzioni di impianti nucleari sono astronomici e crescenti; i bassi costi del combustibile cresceranno rapidamente da 2 a 4 volte. I “Negawatts”—cioè l’energia risparmiata —costano da 5 a 10 volte meno e diventano sempre più convenienti. Così come la maggior parte delle rinnovabili. I “Negawatts” e la generazione distribuita — cioè le rinnovabili diverse dai grandi impianti idroelettrici, e l’elettricità cogenerata insieme a calore riusabile — sono presso o vicino ai clienti, evitando quindi i costi, le perdite e i malfunzionamenti dovuti alla rete di distribuzione.

L’inaffidabilità dell’energia rinnovabile è un mito, mentre l’inaffidabilità dell’energia nucleare è reale. Di tutte le centrali nucleari USA, il 21% è stato abbandonato, il 27% è stato fermo per un anno o più per almeno una volta. Persino i reattori che hanno successo devono fermarsi per essere ricaricati per 39 giorni ogni 17 mesi. E quando devono fermarsi per un malfunzionamento della rete, non possono ripartire velocemente. Gli impianti eolici non fanno così. Le variabili – ma predicibili – rinnovabili (eolico e solare) sono molto affidabili se vengono integrate tra loro, con le fonti esistenti e con la domanda di energia. Per esempio, tre stati tedeschi nel 2007 erano alimentati dal vento per più del 30% – e più del 100% in alcuni mesi. Generalmente l’energia rinnovabile richiede meno riserve di quelle che le utilities hanno già comprato per combattere contro l’intermittenza delle centrali a carbone e nucleari.

La generazione distribuita fornisce un sesto della elettricità totale, un terzo di tutta la nuova elettricità e da un sesto a più della metà di tutta l’elettricità nei 12 paesi più industrializzati (negli USA solo il 6%). Nel 2006 la capacità netta globale aggiuntat dal nucleare è stata solo l’83% di quella aggiunta dal solare, il 10% di quella aggiunta dall’eolico ed il 3% di quella aggiunta dalla generazione distribuita. Le rinnovabili in China sono cresciute sette volte il nucleare e sette volte più velocemente. Nel 2007, la crescita di produzione da eolico separatamente per USA, Cina e Spagna ha superato la crescita mondiale del nucleare. L’eolico ha aggiunto il 30% negli USA ed il 40% nella EU perché è da due a tre volte meno costoso che il nuovo nucleare.

L’espansione nucleare fa guadagnare da 2 a 10 volte meno protezione del clima per dollaro speso, e molto più lentamente dei concorrenti. Spendere un dollaro nella nuova energia nucleare invece che spenderlo in negawatts ha così un effetto climatico peggiore che spendendolo in un nuovo impianto a carbone.

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