Il nostro pianeta si sente .. a Terra

Sul sito del WWF è disponibile l’edizione integrale del Living Planet Report 2006 tradotto in italiano. Ecco l’indice del testo, di 43 pagine:

  • Prefazione _ 1
  • Introduzione _ 2
  • Indice del pianeta vivente _ 4
  • Specie terrestri _ 6
  • Specie marine _ 8
  • Specie delle acque dolci _ 10
  • Prelievi delle acque _ 12
  • Impronta ecologica _ 14
  • Impronta ecologica mondiale _ 16
  • Impronta ecologica
  • per regione e per gruppi di reddito _ 18
  • Impronta ecologica e sviluppo umano _ 19
  • Scenari _ 20
  • Business As Usual _ 22
  • Cambiamento lento _ 23
  • Riduzione rapida _ 24
  • Ridurre e dividere _ 25
  • Verso una società sostenibile _ 26
  • Tabelle _ 28
  • Impronta ecologica e biocapacità _ 28
  • Il pianeta vivente nel tempo _ 36
  • Indice del pianeta vivente: note tecniche _ 37
  • Impronta ecologica: domande frequenti _ 38
  • Bibliografia _ 40

La mucca fa male all’ambiente

La mucca produce metano (da NoelGreen.com)Nella esplorazione che sto facendo sulla relazione tra salvaguardia dell’ambiente e corretta alimentazione, ho trovato un articolo (ripreso da alcuni organi di stampa quando è uscito a settembre 2007) pubblicato su The Lancet, una delle più autorevoli riviste di medicina. Riprendendo la sintesi stessa dell’articolo:

  • I gas serra emessi dal settore agricolo equivalgono a quelli emessi dall’industria e superano quelli dei trasporti; la maggior parte di essi sono dovuti alla produzione di carne.
  • I gas serra da produzione di carne aumenteranno sostanzialmente da qui al 2050 per l’aumento di consumo di carne nei paesi in via di sviluppo.
  • Nella lotta globale ai gas serra è necessario che i gas serra emessi dal settore agricolo nel 2050 dovranno essere non superiori a quelli attuali.
  • Per combattere i gas serra del settore agricolo, è necessario diminuire il consumo di carne pro capite nei paesi ricchi, che hanno un consumo di carne molto più alto dei paesi in via di sviluppo. Si propone come obiettivo utile e realistico 90 grammi di carne per persona al giorno, di cui non più di 50 grammi di carne rossa di ruminante.

La media attuale dei paesi in via di sviluppo è circa la metà dei 90 grammi, mentre quella dei paesi in via di sviluppo è circa 2,5 volte. Quindi se vogliamo avere un mondo vivibile quando saremo vecchi (e soprattutto vivibile per i nostri figli) tra le tante cose che dobbiamo cambiare dobbiamo anche dimezzare il nostro consumo di carne, perché la mucca fa male all’ambiente. In termini assoluti, scendere dagli attuali 85 Kg all’anno per italiano a 40, come dire una bistecca da 100 grammi al giorno, che comunque non è poco …

Carne addio ?

Ho appena trovato e segnalo Addio alle carni, un libro del 2001 scaricabile gratuitamente curato dalla LAV, 82 pagine dedicate a spiegare perché dovremmo e dovremo rinunciare al consumo di carne.

E’ un pamphlet che tocca tutti gli aspetti negativi della dieta carnivora, dalle sofferenze inferte agli animali alla insostenibilità ambientale ai danni alla salute umana alle ingiustizie nella distribuzione mondiale del cibo. Contiene infine delle proposte per una dieta diversa e per una riconversione della attuale industria delle carni.

L’Arca digitale: filmati e foto su animali e piante

Segnalo ARKive.org, che si presenta come una moderna arca di Noè dedicata a conservare virtualmente le varie specie di esseri viventi:

ARKive is the Noah’s Ark for the Internet era – a unique global initiative, gathering together into one centralised digital library, films, photographs and audio recordings of the world’s species. ARKive is leading the ‘virtual’ conservation effort – finding, sorting, cataloguing and copying the key audio-visual records of the world’s animals, plants and fungi, and building them into comprehensive and enduring multi-media digital profiles.

Sul sito sono quindi disponibili per la consultazione gratuita centinaia di fotografie e di filmati di buona qualità su piante ed animali, con particolare attenzione a quelli in via di estinzione. Ha anche una sezione con materiale didattico dedicata agli educatori, in inglese.

Homo urbanus

Sul sito della BBC c’è una ottima animazione che mostra la crescita delle città di tutto il mondo dal 1955 al 2015 e la percentuale della popolazione urbanizzata rispetto al totale dell’umanità. Animazione che mostra come proprio in questi anni ormai siamo diventati una specie a maggioranza urbana. Fa parte di un ampio dossier sulla urbanizzazione dell’umanità.

Mappa il mondo

Di siti con carte e mappe ce ne sono molti, ma il sito UNEP Grid Arendal è speciale perché colleziona una quantità impressionante di mappe (spesso interattive) dedicate ad aspetti ambientali: dall’inquinamento alla produzione di spazzatura alla biodiversità alla impronta ecologica alla povertà ai rifugiati .. Dal sito è raggiungibile anche Globalis, un viewer interattivo che consente di navigare graficamente i dati del nostro mondo globale.

Come l’effetto serra distruggerà la vita sulla Terra entro il 2200

Ho appena letto un articolo sul numero di gennaio di Le Scienze in cui si ipotizza che nel passato la Terra abbia periodicamente eliminato buona parte delle specie viventi attraverso il seguente meccanismo:

  1. Una attività vulcanica fuori della norma aumenta i gas serra (metano, anidride carbonica) nella atmosferta
  2. L’aumento dei gas serra aumenta la temperatura dell’aria e degli oceani
  3. L’aumento di temperatura degli oceani diminuisce la loro capacità di assorbire ossigeno
  4. La diminuzione di ossigeno negli oceani innalza il limite entro cui sono confinati gas velenosi (acido solfidrico) presenti nei fondali oceanici e prodotti da batteri
  5. I gas velenosi salgono fino alla superficie degli oceani sterminando la vita oceanica
  6. I gas velenosi escono dalla superficie degli oceani e sterminano la vita terrestre
  7. I gas velenosi riducono lo strato di ozono e le radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole completano lo sterminio.

Fin qui sembra storia del remoto passato e con bassa probabilità che si ripeta oggi. Peccato che l’uomo si stia sostituendo alla attività vulcanica nella crescita rapida dei gas serra e che entro pochi decenni i gas potrebbero arrivare a livelli pari a quelli che avevano quando avvenne l’ultimo sterminio. Come dire che, se non ci saranno interventi importanti nel ritmo di produzione dei gas serra e se il meccanismo sopra descritto è corretto, la prossima strage potrebbe essere nel 2200. E’ vero, noi non ci saremo, ma i nipoti dei nostri nipoti sì.