La mucca fa male all’ambiente

La mucca produce metano (da NoelGreen.com)Nella esplorazione che sto facendo sulla relazione tra salvaguardia dell’ambiente e corretta alimentazione, ho trovato un articolo (ripreso da alcuni organi di stampa quando è uscito a settembre 2007) pubblicato su The Lancet, una delle più autorevoli riviste di medicina. Riprendendo la sintesi stessa dell’articolo:

  • I gas serra emessi dal settore agricolo equivalgono a quelli emessi dall’industria e superano quelli dei trasporti; la maggior parte di essi sono dovuti alla produzione di carne.
  • I gas serra da produzione di carne aumenteranno sostanzialmente da qui al 2050 per l’aumento di consumo di carne nei paesi in via di sviluppo.
  • Nella lotta globale ai gas serra è necessario che i gas serra emessi dal settore agricolo nel 2050 dovranno essere non superiori a quelli attuali.
  • Per combattere i gas serra del settore agricolo, è necessario diminuire il consumo di carne pro capite nei paesi ricchi, che hanno un consumo di carne molto più alto dei paesi in via di sviluppo. Si propone come obiettivo utile e realistico 90 grammi di carne per persona al giorno, di cui non più di 50 grammi di carne rossa di ruminante.

La media attuale dei paesi in via di sviluppo è circa la metà dei 90 grammi, mentre quella dei paesi in via di sviluppo è circa 2,5 volte. Quindi se vogliamo avere un mondo vivibile quando saremo vecchi (e soprattutto vivibile per i nostri figli) tra le tante cose che dobbiamo cambiare dobbiamo anche dimezzare il nostro consumo di carne, perché la mucca fa male all’ambiente. In termini assoluti, scendere dagli attuali 85 Kg all’anno per italiano a 40, come dire una bistecca da 100 grammi al giorno, che comunque non è poco …

Carne addio ?

Ho appena trovato e segnalo Addio alle carni, un libro del 2001 scaricabile gratuitamente curato dalla LAV, 82 pagine dedicate a spiegare perché dovremmo e dovremo rinunciare al consumo di carne.

E’ un pamphlet che tocca tutti gli aspetti negativi della dieta carnivora, dalle sofferenze inferte agli animali alla insostenibilità ambientale ai danni alla salute umana alle ingiustizie nella distribuzione mondiale del cibo. Contiene infine delle proposte per una dieta diversa e per una riconversione della attuale industria delle carni.

Peperoncino lombardo (ed altri aromi)

MirtoAbbiamo cominciato con il peperoncino, interrando in un vaso sul balcone i semi dei frutti di una piantina regalatami da mia zia che vive al mare e che, con nostre grandi meraviglia e soddisfazione, hanno generato piantine con un bel raccolto di un centinaio di frutti rossi e piccanti, cresciute al sole della Lombardia. Questo “miracolo” si è ripetuto per tre anni, ci abbiamo preso gusto (è il caso di dirlo) ed oggi sul balcone coltiviamo in piccoli vasi alloro, basilico, elicriso, erba cipollina, lavanda, maggiorana, menta, mirto, origano, peperoncino normale ed a palla, rosmarino, salvia, santoreggia e timo. Poco lavoro, il piacere di passare la mano sopra le piante e sentirne i profumi, grandi soddisfazioni in cucina.

Tanto che sono sull’argomento, un sito con tutti i suggerimenti (coltivazione, uso in cucina) pianta per pianta.

Il Massimo del Gelato

gelato_all_39_italiana_a_01.gifSi chiama così, il Massimo del Gelato una piccola gelateria che sta a Milano, in via Castelvetro, vicino all'Ospedale Buzzi per intenderci. La raccomando perché ha 6 tipi di gelato al cioccolato (con gradazioni differenti di cacao, da normale con il 40% fino all'Atzeco con il 100% di cacao e foglioline dorate, e con aromi differenti, dal peperoncino al rum all'amarena) e una ventina di altri gusti, quali il gelato alle mandorle o alle pere williams. Il miglior gelato che ho mai mangiato, non troppo dolce e decisamente non salato. Ottimo, veramente.

IL MASSIMO DEL GELATO: Via Castelvetro 18, tel 023494943. Orari: 12-24, chiusa lunedì.