Allarme Europa

Sarà che in questo periodo sono “preso” dalle catastrofi (mi avrà fatto male vedere il film di Al Gore ?), ma ho trovato e segnalo Meteolarm, un interessante servizio che trovo molto ben fatto sia in termini di contenuti sia come capacità di comunicare in modo sintetico lo “stato di salute” di una intera nazione, consentendo poi di zoomare fino a livello regionale. Meteoalarm segnala con l’intuitiva scala che va dal verde al rosso la previsione (per domani) o la presenza (oggi) di eventi atmosferici pericolosi quali venti, precipitazioni, temperature estreme, temporali, incendi boschivi.

Donna al volante, proibizione costante

Guardate questo video:

Mostra una donna araba che guida un auto. Uno spettacolo del tutto ordinario. Ma non in Arabia Saudita, dove alle donne è proibito guidare. Pensavo fosse l’ennesima bufala o propaganda antiaraba o peggio antislamica. Invece no. E’ vero. Tra le indicazioni di ViaggiareSicuri:

Arabia Saudita: Norme di guida: Circolazione a destra – Le donne non possono guidare. Consultare la rappresentanza diplomatica per altre formalità.

Non è una proibizione da poco. Forse in Arabia Saudita non tutte le donne potrebbero permettersi di possedere un auto, ma proibirne l’uso a priori significa limitare concretamente altri diritti delle donne, quali quello allo studio o al lavoro, diritti che sono con tutta probabilità i veri obiettivi di questa politica discriminatoria. Nascosta dietro la foglia di fico della religione (alla base della proibizione c’è una fatwa) è ben visibile la solita, millenaria prevaricazione sessista di metà della popolazione umana che vuole sottomettere l’altra metà, quella mediamente migliore da molti punti di vista (più pacifica, più tollerante, più accogliente, meno ideologica, più laboriosa, più attenta alla vita). Secondo PeaceReporter forse qualcosa sta cambiando e questa proibizione potrebbe essere attenuata o abolita. Speriamo. Sarebbe un bel regalo per la festa della donna 2009.

Videolezioni di geopolitica

Per chi ama il genere (ed io sono tra quelli) Limes mette a disposizione on line e gratuitamente alcune “videocarte” di geopolitica, in pratica una sequenza di cartine tratte dai numeri della rivista e commentati da una voce guida. Ad esempio un Atlante Storico del Pakistan che in un minuto e mezzo riassume visivamente la storia di questa nazione chiave nella politica internazionale odierna oppure la “Rivoluzione Russa” sui vantaggi derivanti alla Russia dai cambiamenti climatici. Ad oggi ben ventisei videocarte che coprono le zone più turbolente del nostro mondo, con tutta la competenza della più nota rivista di geopolitica italiana.

Gapminder e i dati parlano

Gapminder è una associazione no profit svedese che si occupa di sviluppo sostenibile. Aveva messo a punto Trendalyzer, un software capace di mostrare in modo intuitivo l’evoluzione nel tempo di relazioni tra fenomeni quali la crescita della popolazione e le emissioni di anidride carbonica o tra gli investimenti negli armamenti e quelli sulla formazione, paese per paese o tutti i paesi del mondo insieme. Ora lo sviluppo di Trendalyzer è stato preso in carico da Google (cioè l’ha comprato), che ne farà probabilmente un uso più esteso rispetto a quello di Gapminder.

Nel frattempo lo strumento di analisi è in linea disponibile a tutti, con i dati di 30 anni (1960 – 2006).

Sei città dove è già futuro

La Rai sta trasmettendo – al solito orario impossibile – Megalopolis una serie di sei documentari dedicati ognuno ad una città del mondo, scelta per rappresentare uno degli aspetti critici della vita nelle megalopoli: Los Angeles, San Paolo, il Cairo, Shenzen, Karachi, Tokyo. Per le puntate già trasmesse i temi trattati sono chiarissimi: la sicurezza a Los Angeles, il contrasto tra ricchi e poveri a San Paolo.

Sono filmati molto ben fatti, in uno stile un po’ inquietante che ricorda Cugia, basati sull’intreccio di due – tre interviste a persone che rappresentano gli opposti (o finti opposti, come si scopre alla fine di entrambe le puntate trasmesse) polizia / gang o ricco / povero. Uno degli autori ha un blog in cui spiega e commenta la serie. La scelta di una serie sulle megalopoli è indovinata nell’anno che segna il sorpasso mondiale della popolazione urbana su quella extraurbana.

Per chi non ha modo di vederli in diretta, segnalo la possibilità di rivederli on line sul sito Rai (l’ultima puntata viene pubblicata con qualche giorno di ritardo) oppure fuori linea (es. su un dispositivo portatile come un palmare), scaricandoli seguendo le istruzioni già date per un altro caso molto simile oppure – ancora più semplicemente: in FlashGet (o un altro downloader analogo) basta aggiungere alla lista dei file da scaricare i seguenti indirizzi:

  • Los Angeles mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/losangeles.wmv
  • San Paolo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/sanpaolo.wmv
  • Il Cairo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/cairo.wmv
  • Shenzen mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/shenzhen.wmv
  • Karachi mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/karachi.wmv
  • Tokyo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/tokyo.wmv

Mappa la notizia

googlemapsgeorss1.jpg

Partendo da una sperimentazione di Don Crowley, ho costruito questa mappa che mostra interattivamente le notizie posizionandole (all’incirca) nel luogo cui si riferiscono.A colpo d’occhio la mappa mostra quali sono le parti del mondo più in vista nei nostri mass media.

Nulla vieta di usare la stessa tecnica per avere la geografia della cronaca italiana o per confrontare la diversa percezione del mondo da parte di osservatori non europei, ad esempio usando come fonte iniziale delle notizie non una fonte italiana ma l’edizione indiana o peruviana di Google News: si potrà notare visivamente come si sposta geograficamente il baricentro delle notizie … Lo stesso effetto si ha passando dai giornali generalisti come Repubblica o Corriere a fonti più specializzate a notizie sul sud del mondo come PeaceReporter.

Ecco come funziona e come produrre altre mappe del genere. Non spaventatevi per la lunghezza del testo (e delle stringhe che vedrete generarsi) perché è tutto abbastanza semplice ed automatico:

  1. Scegliamo una fonte di notizie formato RSS, ad esempio Repubblica – Esteri e copiamo l’indirizzo corrispondente http://www.repubblica.it/rss/esteri/rss2.0.xml
  2. Le notizie fornite da Repubblica e dagli fornitori di notizie non contengono le coordinate geografiche dei luoghi citati nelle notizie stesse. Il servizio GeoNames aggiunge longitudine e latitudine alle notizie, confrontando i nomi dei luoghi citati con un enorme database di nomi geografici georeferenziati. Andiamo alla pagina apposita di GeoNames e nel campo “Your feed:” incolliamo l’indirizzo della nostra fonte di notizie e clicchiamo su “encode url”: il campo “the encoded feed:” ci restituisce lo stesso indirizzo ma con una codifica utile ai passaggi successivi, nel nostro esempio restituisce http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml Copiamo questo nuovo indirizzo.
  3. Apriamo Google Maps e nel campo dove di solito mettiamo il nome della via o della città, scriviamo: http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl= e subito in coda copiamo l’indirizzo che ci aveva fornito GeoNames, ottenendo così la stringa complessiva http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml
  4. Cliccando su “Ricerca sulle mappe” Google Maps chiederà a GeoNames di passargli le informazioni da mostrare sulla mappa, GeoNames a sua volta chiederà le notizie a Repubblica e le completerà con le coordinate geografiche. Il risultato finale sarà una mappa del mondo con una icona per ogni notizia di Repubblica, collocata geograficamente secondo le coordinate di GeoNames. Cliccando su una delle icone si ha una anteprima (testo ed eventuale foto) della notizia, da cui è possibile passare alla notizia completa. Clicca qui per vedere l’effetto finale.
  5. Se non viene mostrato nulla, prima di riverificare se abbiamo commesso qualche errore, lasciamo passare qualche secondo e riproviamo: siccome il tutto si basa su tre servizi sparsi in giro per il mondo (un fornitore di notizie, un georeferenziatore ed un visualizzatore di mappe) può capitare che talvolta i tre non si sincronizzino per bene.
  6. Verificato che il tutto abbia funzionato almeno una volta, clicchiamo su “Collegamento a questa pagina” di Google Maps e memorizziamo da qualche parte (es. nei nostri Favoriti) l’indirizzo mostrato nel campo “Incolla il link in email o IM“. Questo indirizzo finale è quello che ci consente di vedere la mappa aggiornata con le notizie fresche, senza dover rifare i passaggi sopra indicati.

La georeferenziazione basata sui nomi dei luoghi può originare errori anche divertenti, ad esempio se la notizia cita il candidato presidenziale USA Obama può darsi che la notizia sia collocata presso l’omonima città giapponese

Il mondo in prima pagina

Ringraziando il sito di Laura Properzi per la segnalazione, la rilancio ai quattro lettori di questo blog.

Newseum mette a disposizione in formato stampabile pdf le prime pagine di quasi 600 giornali da 54 paesi del mondo, ricercabili anche attraverso una mappa geografica. Pur coi limiti della lingua (e spesso dell’alfabeto …) si può avere un’idea dei temi all’ordine del giorno nei diversi Stati e continenti. Inoltre sono consultabili le collezioni delle prime pagine del passato in occasione di eventi di particolare rilievo internazionale, come l’11 Settembre 2001 o lo tsunami di Dicembre 2004.

Homo urbanus

Sul sito della BBC c’è una ottima animazione che mostra la crescita delle città di tutto il mondo dal 1955 al 2015 e la percentuale della popolazione urbanizzata rispetto al totale dell’umanità. Animazione che mostra come proprio in questi anni ormai siamo diventati una specie a maggioranza urbana. Fa parte di un ampio dossier sulla urbanizzazione dell’umanità.

La geografia dei cognomi

(aggiornamento di un post del 21 aprile 2007)

Qualche anno fa Tiscali offriva uno splendido servizio che mappava i cognomi sulla base dell’elenco telefonico, dandone la distribuzione geografica dei cognomi fino a livello comunale. Quel servizio a un certo punto è sparito e su internet è rimasto il solo GensLabo a fornire questo tipo di informazione con una navigazione e una resa finale poco fruibili.

Ho scoperto recentemente che PagineBianche ha finalmente deciso di aggiungere al proprio sito la navigazione geografica dell’elenco telefonico, che può essere usata anche per studiare la geografia dei cognomi. Non si ottiene un report ma è possibile avere un colpo d’occhio sulla distribuzione di un cognome e – zoomando sulla mappa – stringere la ricerca sulle persone con quel cognome.

Usando questo servizio ad esempio ho verificato l’ipotesi che il mio cognome sia una variante molto locale di un cognome più diffuso, che non casualmente si estende tutto intorno (ma non coincide con) la zona di diffusione del mio. Nulla di scientifico in tutto ciò, ovviamente (manca la dimensione temporale, perché l’elenco telefonico non tiene traccia degli spostamenti) ma è comunque un bel servizio.

Ringraziando Emanuele per la segnalazione, aggiungo a questo elenco un servizio complementare “I cognomi in Italia” che consente di conoscere la consistenza numerica di un cognome fino a livello comunale.

Mappa il mondo

Di siti con carte e mappe ce ne sono molti, ma il sito UNEP Grid Arendal è speciale perché colleziona una quantità impressionante di mappe (spesso interattive) dedicate ad aspetti ambientali: dall’inquinamento alla produzione di spazzatura alla biodiversità alla impronta ecologica alla povertà ai rifugiati .. Dal sito è raggiungibile anche Globalis, un viewer interattivo che consente di navigare graficamente i dati del nostro mondo globale.