Morire di lavoro

I morti sul lavoro sono uno dei quei temi ricorrenti nelle notizie quotidiane che sfuggono all’attenzione, quasi fossero un male inevitabile ed una sorta di “tappezzeria” di sfondo nel mare delle notizie, finché non capita una tragedia come quella della Thyssen.

Morire di lavoro, morire mentre si sta facendo il proprio dovere quotidiano verso se stessi, la propria famiglia e verso la società non è un male inevitabile. E’ una vergogna.

Ed invece – come faceva notare la Gabbanelli a Report domenica scorsa – si apre un nuovo cantiere e si fa la stima preventiva di quante persone ci moriranno.

Come canta Caperezza, sono “eroi” che lottano per i propri cari, per arrivare alla pensione possibilmente vivi. A questi eroi morti sul campo, dedico un sito che li ricordi e che ricordi a tutti noi quanto è grande ed estesa questa vergogna, fino a quando ci arrabbieremo abbastanza da dire basta.  Se qualcuno vuol darmi una mano a tenerla aggiornata mi lasci un commento qua sotto e lo abilito all’editing.

Chiudo con la canzone di Caparezza:

Allarme Europa

Sarà che in questo periodo sono “preso” dalle catastrofi (mi avrà fatto male vedere il film di Al Gore ?), ma ho trovato e segnalo Meteolarm, un interessante servizio che trovo molto ben fatto sia in termini di contenuti sia come capacità di comunicare in modo sintetico lo “stato di salute” di una intera nazione, consentendo poi di zoomare fino a livello regionale. Meteoalarm segnala con l’intuitiva scala che va dal verde al rosso la previsione (per domani) o la presenza (oggi) di eventi atmosferici pericolosi quali venti, precipitazioni, temperature estreme, temporali, incendi boschivi.

Videolezioni di geopolitica

Per chi ama il genere (ed io sono tra quelli) Limes mette a disposizione on line e gratuitamente alcune “videocarte” di geopolitica, in pratica una sequenza di cartine tratte dai numeri della rivista e commentati da una voce guida. Ad esempio un Atlante Storico del Pakistan che in un minuto e mezzo riassume visivamente la storia di questa nazione chiave nella politica internazionale odierna oppure la “Rivoluzione Russa” sui vantaggi derivanti alla Russia dai cambiamenti climatici. Ad oggi ben ventisei videocarte che coprono le zone più turbolente del nostro mondo, con tutta la competenza della più nota rivista di geopolitica italiana.

Gapminder e i dati parlano

Gapminder è una associazione no profit svedese che si occupa di sviluppo sostenibile. Aveva messo a punto Trendalyzer, un software capace di mostrare in modo intuitivo l’evoluzione nel tempo di relazioni tra fenomeni quali la crescita della popolazione e le emissioni di anidride carbonica o tra gli investimenti negli armamenti e quelli sulla formazione, paese per paese o tutti i paesi del mondo insieme. Ora lo sviluppo di Trendalyzer è stato preso in carico da Google (cioè l’ha comprato), che ne farà probabilmente un uso più esteso rispetto a quello di Gapminder.

Nel frattempo lo strumento di analisi è in linea disponibile a tutti, con i dati di 30 anni (1960 – 2006).

Mappa la notizia

googlemapsgeorss1.jpg

Partendo da una sperimentazione di Don Crowley, ho costruito questa mappa che mostra interattivamente le notizie posizionandole (all’incirca) nel luogo cui si riferiscono.A colpo d’occhio la mappa mostra quali sono le parti del mondo più in vista nei nostri mass media.

Nulla vieta di usare la stessa tecnica per avere la geografia della cronaca italiana o per confrontare la diversa percezione del mondo da parte di osservatori non europei, ad esempio usando come fonte iniziale delle notizie non una fonte italiana ma l’edizione indiana o peruviana di Google News: si potrà notare visivamente come si sposta geograficamente il baricentro delle notizie … Lo stesso effetto si ha passando dai giornali generalisti come Repubblica o Corriere a fonti più specializzate a notizie sul sud del mondo come PeaceReporter.

Ecco come funziona e come produrre altre mappe del genere. Non spaventatevi per la lunghezza del testo (e delle stringhe che vedrete generarsi) perché è tutto abbastanza semplice ed automatico:

  1. Scegliamo una fonte di notizie formato RSS, ad esempio Repubblica – Esteri e copiamo l’indirizzo corrispondente http://www.repubblica.it/rss/esteri/rss2.0.xml
  2. Le notizie fornite da Repubblica e dagli fornitori di notizie non contengono le coordinate geografiche dei luoghi citati nelle notizie stesse. Il servizio GeoNames aggiunge longitudine e latitudine alle notizie, confrontando i nomi dei luoghi citati con un enorme database di nomi geografici georeferenziati. Andiamo alla pagina apposita di GeoNames e nel campo “Your feed:” incolliamo l’indirizzo della nostra fonte di notizie e clicchiamo su “encode url”: il campo “the encoded feed:” ci restituisce lo stesso indirizzo ma con una codifica utile ai passaggi successivi, nel nostro esempio restituisce http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml Copiamo questo nuovo indirizzo.
  3. Apriamo Google Maps e nel campo dove di solito mettiamo il nome della via o della città, scriviamo: http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl= e subito in coda copiamo l’indirizzo che ci aveva fornito GeoNames, ottenendo così la stringa complessiva http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml
  4. Cliccando su “Ricerca sulle mappe” Google Maps chiederà a GeoNames di passargli le informazioni da mostrare sulla mappa, GeoNames a sua volta chiederà le notizie a Repubblica e le completerà con le coordinate geografiche. Il risultato finale sarà una mappa del mondo con una icona per ogni notizia di Repubblica, collocata geograficamente secondo le coordinate di GeoNames. Cliccando su una delle icone si ha una anteprima (testo ed eventuale foto) della notizia, da cui è possibile passare alla notizia completa. Clicca qui per vedere l’effetto finale.
  5. Se non viene mostrato nulla, prima di riverificare se abbiamo commesso qualche errore, lasciamo passare qualche secondo e riproviamo: siccome il tutto si basa su tre servizi sparsi in giro per il mondo (un fornitore di notizie, un georeferenziatore ed un visualizzatore di mappe) può capitare che talvolta i tre non si sincronizzino per bene.
  6. Verificato che il tutto abbia funzionato almeno una volta, clicchiamo su “Collegamento a questa pagina” di Google Maps e memorizziamo da qualche parte (es. nei nostri Favoriti) l’indirizzo mostrato nel campo “Incolla il link in email o IM“. Questo indirizzo finale è quello che ci consente di vedere la mappa aggiornata con le notizie fresche, senza dover rifare i passaggi sopra indicati.

La georeferenziazione basata sui nomi dei luoghi può originare errori anche divertenti, ad esempio se la notizia cita il candidato presidenziale USA Obama può darsi che la notizia sia collocata presso l’omonima città giapponese

Localizzazione senza GPS

Mi accodo a quanti l’hanno già segnalato, ma con in più una preghiera: chi ha un telefonino adatto lo provi e commenti qui sotto come è andata.

La versione mobile di Google Maps ha una nuova funzione che sfrutta finalmente una vecchia idea: usare le celle della telefonia mobile come un sistema di localizzazione geografica, in alternativa al sistema GPS.

Nella sempre più evidente strategia di Google, questo servizio è una “pezza” in attesa che tutti i telefonini del prossimo futuro montino un dispositivo GPS. Google è infatti intenzionata a trasformare il telefonino nel mezzo più comune di accesso a internet e attraverso il quale poter vendere pubblicità che varia con i nostri spostamenti, ad esempio le offerte dei negozi di cui stiamo guardando le vetrine o i prezzi dei distributori di benzina sul nostro tragitto.

Dal punto di vista tecnico, Google Maps Mobile usa lo stesso metodo già utilizzato ad esempio dalla Polizia per sapere approssimativamente da che zona parte una telefonata mobile: dalla potenza del segnale si stima la distanza del telefonino da un certo numero di antenne GSM, si triangolano queste informazioni e si deduce con un errore di qualche centinaio di metri la posizione del telefonino. Il GPS è decisamente più preciso (con un errore di qualche metro) ma il GSM ha il vantaggio di essere usato da TUTTI i telefonini.

Google Maps Mobile utilizza lo stesso meccanismo per mostrare sulla solita mappa googliana la posizione del telefonino, mostrandola come un cerchio, la cui ampiezza cresce con l’incertezza della misurazione. Per usufruire di questo servizio bisogna avere un telefonino un po’ evoluto, ma non è necessario avere il GPS a bordo per sapere grosso modo dove ci si trova.

Una sorta di “navigatore dei poveri” certamente non in grado di dare indicazioni in tempo reale durante la guida ma utile per sapere dove si è finiti quando ci si perde o per sapere l’itinerario migliore per raggiungere la nostra meta.

Le mappe di google diventano collaborative

Questa è una novità che personalmente mi appaga molto perché risolve una serie di casi che avevo affrontato con questo post di qualche mese fa. Finalmente le mappe personali di Google diventano collaborative, cioè è ora possibile autorizzare altri utenti a collaborare nella costruzione di una nostra mappa.

Diventa quindi possibile coinvolgere più persone nella costruzione (ad esempio) della mappa delle piste ciclabili di una città oppure la mappa di un giro turistico consigliato lungo un fiume. Questa collaborazione finora era preclusa dal fatto che solo il proprietario della mappa poteva modificarla mentre tutti gli altri potevano solo vederla. Oggi invece il proprietario dispone di un nuovo comando “collabora” con cui può estendere il diritto di modifica sulla mappa ad altri utenti.

Sempre per facilitare la costruzione condivisa di mappe, è inoltre possibile importare mappe già preparate da altri: all’atto della creazione di una nuova mappa, l’utente può inizializzare la nuova mappa importando un file in formato KML generato con il comando “Visualizza con Google Earth”. Purtroppo questa opzione è per ora disponibile solo al momento della creazione della nuova mappa e quindi non può essere ripetuta altre volte, ad esempio per costruire progressivamente una mappa coi contributi di diversi autori di “sotto mappe”.

Essendo funzionalità disponibili direttamente in Google Maps, probabilmente porteranno al superamento dei siti che oggi forniscono soluzioni simili (ma alla fine di nuovo basate su Google Maps) e lanceranno alla grande la costruzione collaborativa di mappe tematiche.

Lo spunto e l’immagine per questa notizia viene da Google Operating Systems mentre testo e riflessioni sono mie.

La geografia dei cognomi

(aggiornamento di un post del 21 aprile 2007)

Qualche anno fa Tiscali offriva uno splendido servizio che mappava i cognomi sulla base dell’elenco telefonico, dandone la distribuzione geografica dei cognomi fino a livello comunale. Quel servizio a un certo punto è sparito e su internet è rimasto il solo GensLabo a fornire questo tipo di informazione con una navigazione e una resa finale poco fruibili.

Ho scoperto recentemente che PagineBianche ha finalmente deciso di aggiungere al proprio sito la navigazione geografica dell’elenco telefonico, che può essere usata anche per studiare la geografia dei cognomi. Non si ottiene un report ma è possibile avere un colpo d’occhio sulla distribuzione di un cognome e – zoomando sulla mappa – stringere la ricerca sulle persone con quel cognome.

Usando questo servizio ad esempio ho verificato l’ipotesi che il mio cognome sia una variante molto locale di un cognome più diffuso, che non casualmente si estende tutto intorno (ma non coincide con) la zona di diffusione del mio. Nulla di scientifico in tutto ciò, ovviamente (manca la dimensione temporale, perché l’elenco telefonico non tiene traccia degli spostamenti) ma è comunque un bel servizio.

Ringraziando Emanuele per la segnalazione, aggiungo a questo elenco un servizio complementare “I cognomi in Italia” che consente di conoscere la consistenza numerica di un cognome fino a livello comunale.

Google Earth guarda al cielo

Adesso Google Earth guarda anche verso il cielo, oltre che verso terra, diventando una specie di planetario. Dalla versione da oggi scaricabile, è possibile osservare il cielo dal punto terrestre in cui si è posizionati. Lo proverò per vedere se è affidabile (ma come dubitare del software Google ?) e se può sostituire – per noi comuni mortali che ci basta riconoscere le costellazioni ed esserne paghi – software antichi e blasonati come Celestia … Una curiosità mi assale: che Google stia pensando di raccogliere pubblicità su Andromeda ?

Tutta una città in 3D

amesterdamongoogleearth.jpgPiano piano ci stiamo arrivando alla ricostruzione in 3D delle città vere (altro che Second Life!), primo passo per la virtualizzazione delle passeggiate in giro per il mondo, con annessi musei e opere d’arte ma anche negozi per acquisti on line. Naturalmente su Google Earth, “piazzato” sui nostri pc come atlante gratuito ed innovativo ed evoluta a piattaforma di navigazione geografica per scopi didattici, umanitari e ovviamente sempre più commerciali.

Ed ecco la prima città (di una certa dimensione) ricostruita interamente in 3D: Amsterdam

Una facile previsione: con la disponibilità di Google Sketch, tra un po’ diverrà moda e necessità per città piccole e grandi avere la propria proiezione virtuale su Google Earth, una sorta di depliant tridimensionale distribuito world wide. L’ideale sarebbe trovare o sviluppare una applicazione che traducesse automaticamente la pianta CAD di una città in edifici nel formato google …

E le nuove funzionalità di Google Earth consentono di mostrare edifici in 3D con la resa verosimile delle facciate:

Mappe condivise

(questo post è stato pubblicato la prima volta il 14/2/2007 ed aggiornato il 7/4/2007 perché Google Maps ha aggiunto le funzionalità di creazione percorsi direttamente sulle sue mappe)

Voglio creare una mappa, corredata di uno o più percorsi tracciati in modo interattivo (es. percorsi ciclabili o gite effettuate) con punti di interesse e foto di commento. Voglio che questa mappa possa essere arricchita da altri utenti che partecipano alla sua costruzione. Voglio infine essere libero di scambiare le coordinate dei miei percorsi con altri programmi o altri siti (anche per non dover ridigitare il tutto se decido di cambiare sito di appoggio …)

Voglio troppo ? Ho provato diversi siti che offrono tutti o parte di questi servizi e questo è il risultato:

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Dove stanno Sodoma e Gomorra ?

BibleMap è un servizio che mescola la Bibbia e Google Maps, con lo scopo di mostrare sulle mappe le località citate nella Bibbia. L’interfaccia è semplice e permette di leggere un libro della Bibbia per volta, capitolo per capitolo, mostrando come link attivo i nomi di località: cliccando sul nome la mappa mostra dove si trova.

Così ho scoperto finalmente dove stanno le mitiche Sodoma e Gomorra, molto più prossime alla terra promessa di quanto pensassi !

Per un uso didattico è veramente interessante, peccato che il testo della Bibbia sia disponibile solo in inglese.

Mappa il mondo

Di siti con carte e mappe ce ne sono molti, ma il sito UNEP Grid Arendal è speciale perché colleziona una quantità impressionante di mappe (spesso interattive) dedicate ad aspetti ambientali: dall’inquinamento alla produzione di spazzatura alla biodiversità alla impronta ecologica alla povertà ai rifugiati .. Dal sito è raggiungibile anche Globalis, un viewer interattivo che consente di navigare graficamente i dati del nostro mondo globale.