Morire di lavoro

I morti sul lavoro sono uno dei quei temi ricorrenti nelle notizie quotidiane che sfuggono all’attenzione, quasi fossero un male inevitabile ed una sorta di “tappezzeria” di sfondo nel mare delle notizie, finché non capita una tragedia come quella della Thyssen.

Morire di lavoro, morire mentre si sta facendo il proprio dovere quotidiano verso se stessi, la propria famiglia e verso la società non è un male inevitabile. E’ una vergogna.

Ed invece – come faceva notare la Gabbanelli a Report domenica scorsa – si apre un nuovo cantiere e si fa la stima preventiva di quante persone ci moriranno.

Come canta Caperezza, sono “eroi” che lottano per i propri cari, per arrivare alla pensione possibilmente vivi. A questi eroi morti sul campo, dedico un sito che li ricordi e che ricordi a tutti noi quanto è grande ed estesa questa vergogna, fino a quando ci arrabbieremo abbastanza da dire basta.  Se qualcuno vuol darmi una mano a tenerla aggiornata mi lasci un commento qua sotto e lo abilito all’editing.

Chiudo con la canzone di Caparezza:

Effetto serra batte Al Qaeda

In Repubblica di oggi c’è un lungo articolo che riprende uno studio del CSIS (Center for Strategic and International Studies) sugli effetti politici dell’effetto serra, con particolare attenzione alle conseguenze della scarsità di acqua potabile e dell’innalzamento dei mari nelle varie parti del mondo. Un buon articolo, che spazia dal possibile allagamento dell’Olanda alla radicalizzazione alla Chavez dell’America Latina. Insomma, l’effetto serra come una potente Al Qaeda, capace di destabilizzare buona parte delle nazioni sul medio periodo. Articolo interessante che fa venir voglia di vedere lo studio originale e i dettagli non riportati nell’articolo. Per i curiosi, l’ho trovato ed eccolo qua. Si intitola “The Age of Consequences: The Foreign Policy and National Security – Implications of Global Climate Change” ed è datato Novembre 2007.

Mappa la notizia

googlemapsgeorss1.jpg

Partendo da una sperimentazione di Don Crowley, ho costruito questa mappa che mostra interattivamente le notizie posizionandole (all’incirca) nel luogo cui si riferiscono.A colpo d’occhio la mappa mostra quali sono le parti del mondo più in vista nei nostri mass media.

Nulla vieta di usare la stessa tecnica per avere la geografia della cronaca italiana o per confrontare la diversa percezione del mondo da parte di osservatori non europei, ad esempio usando come fonte iniziale delle notizie non una fonte italiana ma l’edizione indiana o peruviana di Google News: si potrà notare visivamente come si sposta geograficamente il baricentro delle notizie … Lo stesso effetto si ha passando dai giornali generalisti come Repubblica o Corriere a fonti più specializzate a notizie sul sud del mondo come PeaceReporter.

Ecco come funziona e come produrre altre mappe del genere. Non spaventatevi per la lunghezza del testo (e delle stringhe che vedrete generarsi) perché è tutto abbastanza semplice ed automatico:

  1. Scegliamo una fonte di notizie formato RSS, ad esempio Repubblica – Esteri e copiamo l’indirizzo corrispondente http://www.repubblica.it/rss/esteri/rss2.0.xml
  2. Le notizie fornite da Repubblica e dagli fornitori di notizie non contengono le coordinate geografiche dei luoghi citati nelle notizie stesse. Il servizio GeoNames aggiunge longitudine e latitudine alle notizie, confrontando i nomi dei luoghi citati con un enorme database di nomi geografici georeferenziati. Andiamo alla pagina apposita di GeoNames e nel campo “Your feed:” incolliamo l’indirizzo della nostra fonte di notizie e clicchiamo su “encode url”: il campo “the encoded feed:” ci restituisce lo stesso indirizzo ma con una codifica utile ai passaggi successivi, nel nostro esempio restituisce http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml Copiamo questo nuovo indirizzo.
  3. Apriamo Google Maps e nel campo dove di solito mettiamo il nome della via o della città, scriviamo: http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl= e subito in coda copiamo l’indirizzo che ci aveva fornito GeoNames, ottenendo così la stringa complessiva http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml
  4. Cliccando su “Ricerca sulle mappe” Google Maps chiederà a GeoNames di passargli le informazioni da mostrare sulla mappa, GeoNames a sua volta chiederà le notizie a Repubblica e le completerà con le coordinate geografiche. Il risultato finale sarà una mappa del mondo con una icona per ogni notizia di Repubblica, collocata geograficamente secondo le coordinate di GeoNames. Cliccando su una delle icone si ha una anteprima (testo ed eventuale foto) della notizia, da cui è possibile passare alla notizia completa. Clicca qui per vedere l’effetto finale.
  5. Se non viene mostrato nulla, prima di riverificare se abbiamo commesso qualche errore, lasciamo passare qualche secondo e riproviamo: siccome il tutto si basa su tre servizi sparsi in giro per il mondo (un fornitore di notizie, un georeferenziatore ed un visualizzatore di mappe) può capitare che talvolta i tre non si sincronizzino per bene.
  6. Verificato che il tutto abbia funzionato almeno una volta, clicchiamo su “Collegamento a questa pagina” di Google Maps e memorizziamo da qualche parte (es. nei nostri Favoriti) l’indirizzo mostrato nel campo “Incolla il link in email o IM“. Questo indirizzo finale è quello che ci consente di vedere la mappa aggiornata con le notizie fresche, senza dover rifare i passaggi sopra indicati.

La georeferenziazione basata sui nomi dei luoghi può originare errori anche divertenti, ad esempio se la notizia cita il candidato presidenziale USA Obama può darsi che la notizia sia collocata presso l’omonima città giapponese

Il mondo in prima pagina

Ringraziando il sito di Laura Properzi per la segnalazione, la rilancio ai quattro lettori di questo blog.

Newseum mette a disposizione in formato stampabile pdf le prime pagine di quasi 600 giornali da 54 paesi del mondo, ricercabili anche attraverso una mappa geografica. Pur coi limiti della lingua (e spesso dell’alfabeto …) si può avere un’idea dei temi all’ordine del giorno nei diversi Stati e continenti. Inoltre sono consultabili le collezioni delle prime pagine del passato in occasione di eventi di particolare rilievo internazionale, come l’11 Settembre 2001 o lo tsunami di Dicembre 2004.

“Voi dove eravate ?”

Il filmato integrale (parte 1 e parte 2) ed il testo dell’intervento di Beppe Grillo alla assemblea della Telecom, in cui Grillo chiede conto degli scandali sulle spie e delle vendite di edifici a se stessi, sulla perdita di valore della società, sulla incapacità di catturare le nuove tecnologie e invoca le dimissioni del CdA.

Uno splendido esempio della etica finanziaria contro la finta finanza di chi governa la telefonia italiana con lo zero virgola di proprietà.

La TV dalla A(lbania) alla Z(imbabwe)

Era diventato famoso un paio di anni fa quando era finito sotto inchiesta perché permetteva di vedere gratis via internet le partite di calcio di serie A e B trasmesse a pagamento via satellite da Sky. In realtà si limitava a facilitare la ricerca dei flussi video trasmetti via internet da televisioni cinesi che avevano comprato i diritti da Sky stessa … Scagionato dalle accuse, Coolstreaming si è evoluto in un vero e proprio televisore virtuale che consente di vedere trasmissioni televisive da tutto il mondo: dalla Albania allo Zimbabwe, appunto. Una occasione per conoscere dal vivo altre culture e magari scoprire che di veramente globale c’è la pubblicità … Basta installare il viewer (ovviamente gratuito).

Tutte le notizie in una pagina

Newsmap è un servizio online che mostra in una sola schermata tutte le principali notizie relative ad una nazione a scelta (tra cui l’Italia), suddividendole per argomento ed utilizzando caratteri più grandi per le notizie più importanti. I contenuti li preleva dal servizio News di Google ma la novità sta nella rappresentazione visuale compatta e decisamente efficace. Tra le funzionalità minori: la possibilità di vedere la stessa schermata indietro nel tempo, confrontare le schermate di diversi paesi. Da provare.