Morire di lavoro

I morti sul lavoro sono uno dei quei temi ricorrenti nelle notizie quotidiane che sfuggono all’attenzione, quasi fossero un male inevitabile ed una sorta di “tappezzeria” di sfondo nel mare delle notizie, finché non capita una tragedia come quella della Thyssen.

Morire di lavoro, morire mentre si sta facendo il proprio dovere quotidiano verso se stessi, la propria famiglia e verso la società non è un male inevitabile. E’ una vergogna.

Ed invece – come faceva notare la Gabbanelli a Report domenica scorsa – si apre un nuovo cantiere e si fa la stima preventiva di quante persone ci moriranno.

Come canta Caperezza, sono “eroi” che lottano per i propri cari, per arrivare alla pensione possibilmente vivi. A questi eroi morti sul campo, dedico un sito che li ricordi e che ricordi a tutti noi quanto è grande ed estesa questa vergogna, fino a quando ci arrabbieremo abbastanza da dire basta.  Se qualcuno vuol darmi una mano a tenerla aggiornata mi lasci un commento qua sotto e lo abilito all’editing.

Chiudo con la canzone di Caparezza:

La Waterloo della Storia

Mi riferisco alla Storia come materia di insegnamento, che tanto odiavo quando andavo a scuola e che tanto mi piace adesso che non devo più studiarla per forza.

La domanda è questa: quando Marcello Dell’Utri dice che il futuro governo Berlusconi farà riscrivere i libri di storia intende farli riscrivere al top manager Luca Luciani di Telecom ?

L’uomo è degli anni ’60 come me, ma credo che si annoiasse durante le ore di Storia moooolto più di me !

Tutti giù sott’acqua

Si sente più spesso parlare del possibile allagamento delle coste dovuto all’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale … ma quali coste finiranno sotto ? Flood Maps mostra l’effetto considerando un innalzamento (locale) del mare da 1 a 14 metri, proiettandolo su Google Maps.

L’effetto è impressionante, soprattutto per l’Olanda ma per la quale andrebbe considerato l’effetto barriera delle dighe.

Ma anche Venezia non è messa bene, e Ferrara e Ravenna: l’immagine qui a fianco mostra la foce del Po con un solo metro di innalzamento. In questo scenario Venezia è irraggiungibile con tutti i suoi tesori d’arte, deve essere sfollato almeno mezo milione di nostri concittadini,  i centri industriali di Marghera, Porto Tolle e Ravenna sono perduti. E sulla sponda tirrenica Pisa tornerà ad essere una città marinara. Se un metro sembra tanto, basta ricordare che le più ottimistiche previsioni definiscono altamente probabile un innalzamento medio di 0,5 metri entro il 2050, cioè tra solo 42 anni, quindi durante la vita della maggior parte di noi che stiamo scrivendo o leggendo questo post …

Un giro nel nostro futuro possibile, se non ci diamo una mossa a ridurre il nostro impatto personale e collettivo sul riscaldamento globale.

Donna al volante, proibizione costante

Guardate questo video:

Mostra una donna araba che guida un auto. Uno spettacolo del tutto ordinario. Ma non in Arabia Saudita, dove alle donne è proibito guidare. Pensavo fosse l’ennesima bufala o propaganda antiaraba o peggio antislamica. Invece no. E’ vero. Tra le indicazioni di ViaggiareSicuri:

Arabia Saudita: Norme di guida: Circolazione a destra – Le donne non possono guidare. Consultare la rappresentanza diplomatica per altre formalità.

Non è una proibizione da poco. Forse in Arabia Saudita non tutte le donne potrebbero permettersi di possedere un auto, ma proibirne l’uso a priori significa limitare concretamente altri diritti delle donne, quali quello allo studio o al lavoro, diritti che sono con tutta probabilità i veri obiettivi di questa politica discriminatoria. Nascosta dietro la foglia di fico della religione (alla base della proibizione c’è una fatwa) è ben visibile la solita, millenaria prevaricazione sessista di metà della popolazione umana che vuole sottomettere l’altra metà, quella mediamente migliore da molti punti di vista (più pacifica, più tollerante, più accogliente, meno ideologica, più laboriosa, più attenta alla vita). Secondo PeaceReporter forse qualcosa sta cambiando e questa proibizione potrebbe essere attenuata o abolita. Speriamo. Sarebbe un bel regalo per la festa della donna 2009.

Il nuovo sito del Partito Democratico parte all’insegna Microsoft ?!?

Brutta partenza del nuovo sito del Partito Democratico: appena si entra viene richiesta l’installazione di Microsoft Silverlight per poter accedere a Democratica.tv, la webtv del partito. Microsoft Silverlight è una soluzione proprietaria di Microsoft per l’erogazione di contenuti multimediali, che ha il “piccolo” difetto di non essere disponibile su Linux e quindi può favorire di fatto le postazioni che hanno Windows o Mac.

Microsoft può fare le scelte che vuole, almeno fino a quando qualche ente di controllo pubblico non vi ravveda azioni contrarie al libero mercato, come è accaduto con Internet Explorer e Windows Media Player.

Ma che il nuovo Partito Democratico scelga soluzioni eccessivamente vincolanti e “targate”, pur essendo disponibili parecchie soluzioni tecniche alternative, non proprietarie oppure proprietarie ma sostenute da più produttori … beh, non depone a favore di una attenzione alle tematiche della libertà di scelta, del digital divide, dell’open source, che da quel Partito ci si poteva e doveva attendere.

E poi … ma solo a me lo slogan “Si può fare” fa venire in mente l’identica frase urlata da Gene Wilder nei panni del nipote del dottor Frankestein mentre sta dando vita al mostro, in Frankestein Junior di Mel Brooks ?  :->

Sei città dove è già futuro

La Rai sta trasmettendo – al solito orario impossibile – Megalopolis una serie di sei documentari dedicati ognuno ad una città del mondo, scelta per rappresentare uno degli aspetti critici della vita nelle megalopoli: Los Angeles, San Paolo, il Cairo, Shenzen, Karachi, Tokyo. Per le puntate già trasmesse i temi trattati sono chiarissimi: la sicurezza a Los Angeles, il contrasto tra ricchi e poveri a San Paolo.

Sono filmati molto ben fatti, in uno stile un po’ inquietante che ricorda Cugia, basati sull’intreccio di due – tre interviste a persone che rappresentano gli opposti (o finti opposti, come si scopre alla fine di entrambe le puntate trasmesse) polizia / gang o ricco / povero. Uno degli autori ha un blog in cui spiega e commenta la serie. La scelta di una serie sulle megalopoli è indovinata nell’anno che segna il sorpasso mondiale della popolazione urbana su quella extraurbana.

Per chi non ha modo di vederli in diretta, segnalo la possibilità di rivederli on line sul sito Rai (l’ultima puntata viene pubblicata con qualche giorno di ritardo) oppure fuori linea (es. su un dispositivo portatile come un palmare), scaricandoli seguendo le istruzioni già date per un altro caso molto simile oppure – ancora più semplicemente: in FlashGet (o un altro downloader analogo) basta aggiungere alla lista dei file da scaricare i seguenti indirizzi:

  • Los Angeles mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/losangeles.wmv
  • San Paolo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/sanpaolo.wmv
  • Il Cairo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/cairo.wmv
  • Shenzen mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/shenzhen.wmv
  • Karachi mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/karachi.wmv
  • Tokyo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/tokyo.wmv

Il nostro pianeta si sente .. a Terra

Sul sito del WWF è disponibile l’edizione integrale del Living Planet Report 2006 tradotto in italiano. Ecco l’indice del testo, di 43 pagine:

  • Prefazione _ 1
  • Introduzione _ 2
  • Indice del pianeta vivente _ 4
  • Specie terrestri _ 6
  • Specie marine _ 8
  • Specie delle acque dolci _ 10
  • Prelievi delle acque _ 12
  • Impronta ecologica _ 14
  • Impronta ecologica mondiale _ 16
  • Impronta ecologica
  • per regione e per gruppi di reddito _ 18
  • Impronta ecologica e sviluppo umano _ 19
  • Scenari _ 20
  • Business As Usual _ 22
  • Cambiamento lento _ 23
  • Riduzione rapida _ 24
  • Ridurre e dividere _ 25
  • Verso una società sostenibile _ 26
  • Tabelle _ 28
  • Impronta ecologica e biocapacità _ 28
  • Il pianeta vivente nel tempo _ 36
  • Indice del pianeta vivente: note tecniche _ 37
  • Impronta ecologica: domande frequenti _ 38
  • Bibliografia _ 40

“Voi dove eravate ?”

Il filmato integrale (parte 1 e parte 2) ed il testo dell’intervento di Beppe Grillo alla assemblea della Telecom, in cui Grillo chiede conto degli scandali sulle spie e delle vendite di edifici a se stessi, sulla perdita di valore della società, sulla incapacità di catturare le nuove tecnologie e invoca le dimissioni del CdA.

Uno splendido esempio della etica finanziaria contro la finta finanza di chi governa la telefonia italiana con lo zero virgola di proprietà.

L’ora della giustizia (meglio qualcosa che niente)

Da RainNews24: L’ex Nar Luigi Ciavardini dovrà scontare 30 anni di reclusione per aver partecipato, come esecutore materiale, alla strage di Bologna. Lo ha deciso la seconda sezione penale della Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso dell’imputato e confermando così la sentenza della sezione minori della Corte d’appello di Bologna che, nel dicembre 2004, lo aveva ritenuto responsabile del reato di strage. L’imputato, all’epoca dei fatti minorenne, era stato accusato di aver portato la valigia con l’esplosivo alla stazione di Bologna per l’attentato, avvenuto il 2 agosto 1980, nel quale persero la vita 85 persone e ne rimasero ferite oltre 200.
Per la strage sono già stati condannati con sentenza definitiva all’ergastolo Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.

Il mattino dopo la strage, sono passato per la stazione di Bologna mentre andavo al mare a Riccione. Ricordo il fumo, i pompieri, i volontari sporchi di sangue. Ricordo che non capivo cosa era successo e un po’ eravamo assuefatti all’idea che ci fossero ogni tanto delle stragi che colpivano le persone comuni a caso. Senza rivendicazioni, senza un disegno dichiarato.

I mandanti non sono finiti in galera, ma meglio qualcosa che niente.

La Russia di Anna

Quest’estate avevo preso in biblioteca e letto la Russia di Putin (Adelphi) e mi ero chiesto; ma come può l’autrice scrivere queste cose e cavarsela ? Se le cose che scrive sono vere, e cioè che la Russia è nelle mani di una gang di criminali che stravolge leggi, magistratura, ambiente, diritti, tradizioni e che sta dando il peggio di sé nell’affaire Cecenia, e che il capo o protettore di questa gang è il presidente Putin, allora è una battaglia che non può che finire male. Se sono vere. Quando qualche mese dopo al tg ho sentito dell’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja, sono andato a rivedere il libro e – sì – era lei la scrittrice. E allora mi sono detto: forse sono tutte vere. E nel dubbio noi continuiamo a fare la corte a Putin ? In sintesi: un libro che valeva la pena leggere prima, che è obbligatorio leggere oggi.

PS Su YouTube c’è una intervista alla Politkovskaja tradotta in italiano.