Pubblica il libro che hai nel cassetto

Per tutte le persone che hanno un libro nel cassetto, ci sono ben due interessanti offerte per vedere pubblicata la propria opera sotto forma di un libro rilegato vero e proprio: Lulu.com e Ilmiolibro.it

Con entrambi i siti puoi caricare la tua opera, definire la foto di copertina e il tipo di formato e rilegatura e stampare il numero di copie desiderato, che ti saranno recapitate a casa. In più, puoi mettere in vendita il tuo libro attraverso il sito e – opzionalmente – farti pubblicità.

I costi di stampa sono abbordabili anche per un numero piccolo di copie (dieci – venti euro a copia da una copia in su). In caso di vendita a terzi, entrambi i siti trattengono una parte dei margini.

Dal punto di vista legale, l’editore è l’autore, non il sito, quindi eventuali contenziosi derivanti dal contenuto (es. lesione di copyright, diffamazione) restano a carico dell’autore.

I servizi sono decisamente interessanti perché consentono veramente a tutti di provare a pubblicare, senza dover dipendere dal giudizio di una redazione.

Ritratti senza pennello

BeFunky offre un servizio divertente: partendo da una foto o da un screenshot della webcam genera un ritratto al tratto o a colori, più o meno dettagliato in base ad alcuni parametri impostabili.

Lo stesso effetto si può ottenere con diversi software anche gratuiti, ma per chi non ha installato questi applicativi sul proprio pc e/o non li sa usare, il servizio di BeFunky può essere interessante per creare il ritratto proprio o di altre persone, da usare ad esempio come proprio avatar.

E tra le funzioni disponibili c’è anche quella per pubblicare direttamente il risultato da BeFunky su WordPress.

Sulla via della conversione

Download Day - ItalianI formati (d file) sono tanti e non sempre si dispone del giusto convertitore a bordo del pc su cui si sta lavorando. In questi casi io uso e consiglio il sito MediaConvert che, gratuitamente e senza iscrizione, accetta in upload il file da convertire, riconosce il formato di ingresso, consente di selezionare uno tra 200 formati di uscita (naturalmente un sotto insieme coerente con il formato di ingresso, es. da video a video), converte il file e lo mette a disposizione per il download.

Prova le applicazioni web senza esserne provato

Per farsi rapidamente un’idea della bontà di una applicazione web, l’ideale è poterla provare. Ma i siti demo (quando ci sono) solitamente mettono a disposizione un sottoinsieme delle funzionalità o dei ruoli e poi non consentono di eseguire prove di lunga durata perché periodicamente (es. tutte le notti) buttano via i dati inseriti. In questi casi non resta che scaricare l’applicazione, scaricare tutte le librerie richieste, installare, configurare, prima di poter provare. Tutte attività che richiedono a loro volta un tempo significativo, che va a scapito delle prove funzionali vere e proprie. Bitnami va incontro a questa esigenza, mettendo a disposizione un eseguibile che installa tutto il necessario per una ventina tra le applicazioni web opensource più note ed interessanti: WordPress, Joomla, Liferay, Drupal, DokuWiki, Mantis … E se l’applicazione che ti interessa non è tra queste, da Bitnami puoi prelevare lo “stack” corrispondente (es. WAMP = Apache + MySQL + Php per Windows) e installare sopra di esso la tua applicazione, risparmiando comunque un bel po’ di tempo. Quest’ultima funzione è svolta anche da Xampp, che però si limita allo stack e non arriva a servirti anche l’applicazione.

La storia delle cose: contro un sistema che ci consuma

Annie Leonard ha realizzato un filmato (in puro stile web 2.0) in cui racconta in modo semplice ed efficace le storture del sistema che va dall’estrazione delle materie prime alla produzione e distribuzione delle cose di uso comune, fino allo smaltimento dei rifiuti. E’ un vero e proprio manifesto per una nuova cultura anti consumistica.

Il filmato originale è qui. Grazie a Livio Lombardo, il filmato è ora disponibile con i sottotitoli italiani su YouTube in tre parti, qui sotto richiamate:

 

Ringrazio AB Techno per la segnalazione originale da cui ho preso spunto per questo post.

 

Condivisione di libri via Google

Seguendo una segnalazione di AB Techno, ho scoperto che Google ha lanciato l’ennesimo servizio gratuito che, anche se ha una funzione commerciale neanche tanto nascosta (far comprare libri), è stato corredato di alcune funzioni che ben si prestano alla condivisione / scambio / prestito di libri. Infatti con Google Ricerca Libri (oltre che cercare libri in vendita e vederne una anteprima) è possibile:

  • registrare  i libri che si possiedono: per farlo occorre prima “cercare” il libro (il metodo più veloce è digitare l’ISBN del libro che si possiede, così si è sicuro di azzeccare al primo colpo autore, titolo, editore ecc.) e poi aggiungerlo alla propria biblioteca personale.
  • condividere i link ai propri libri registrati
  • recensire i libri registrati (propri o altrui)

Partendo da queste funzioni si potrebbe costruire una qualche comunità che condivida gli elenchi dei propri libri mettendoli a disposizione per un prestito basato sullo scambio, una sorta di biblioteca complementare a quella pubblica e riservata a conoscenti e vicini “fidati”. Un modo per far circolare in sicurezza i propri amati libri, evitando che passino la maggior parte del loro tempo a prender polvere sugli scaffali …

Mappa la notizia

googlemapsgeorss1.jpg

Partendo da una sperimentazione di Don Crowley, ho costruito questa mappa che mostra interattivamente le notizie posizionandole (all’incirca) nel luogo cui si riferiscono.A colpo d’occhio la mappa mostra quali sono le parti del mondo più in vista nei nostri mass media.

Nulla vieta di usare la stessa tecnica per avere la geografia della cronaca italiana o per confrontare la diversa percezione del mondo da parte di osservatori non europei, ad esempio usando come fonte iniziale delle notizie non una fonte italiana ma l’edizione indiana o peruviana di Google News: si potrà notare visivamente come si sposta geograficamente il baricentro delle notizie … Lo stesso effetto si ha passando dai giornali generalisti come Repubblica o Corriere a fonti più specializzate a notizie sul sud del mondo come PeaceReporter.

Ecco come funziona e come produrre altre mappe del genere. Non spaventatevi per la lunghezza del testo (e delle stringhe che vedrete generarsi) perché è tutto abbastanza semplice ed automatico:

  1. Scegliamo una fonte di notizie formato RSS, ad esempio Repubblica – Esteri e copiamo l’indirizzo corrispondente http://www.repubblica.it/rss/esteri/rss2.0.xml
  2. Le notizie fornite da Repubblica e dagli fornitori di notizie non contengono le coordinate geografiche dei luoghi citati nelle notizie stesse. Il servizio GeoNames aggiunge longitudine e latitudine alle notizie, confrontando i nomi dei luoghi citati con un enorme database di nomi geografici georeferenziati. Andiamo alla pagina apposita di GeoNames e nel campo “Your feed:” incolliamo l’indirizzo della nostra fonte di notizie e clicchiamo su “encode url”: il campo “the encoded feed:” ci restituisce lo stesso indirizzo ma con una codifica utile ai passaggi successivi, nel nostro esempio restituisce http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml Copiamo questo nuovo indirizzo.
  3. Apriamo Google Maps e nel campo dove di solito mettiamo il nome della via o della città, scriviamo: http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl= e subito in coda copiamo l’indirizzo che ci aveva fornito GeoNames, ottenendo così la stringa complessiva http://ws.geonames.org/rssToGeoRSS?feedUrl=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Frss%2Festeri%2Frss2.0.xml
  4. Cliccando su “Ricerca sulle mappe” Google Maps chiederà a GeoNames di passargli le informazioni da mostrare sulla mappa, GeoNames a sua volta chiederà le notizie a Repubblica e le completerà con le coordinate geografiche. Il risultato finale sarà una mappa del mondo con una icona per ogni notizia di Repubblica, collocata geograficamente secondo le coordinate di GeoNames. Cliccando su una delle icone si ha una anteprima (testo ed eventuale foto) della notizia, da cui è possibile passare alla notizia completa. Clicca qui per vedere l’effetto finale.
  5. Se non viene mostrato nulla, prima di riverificare se abbiamo commesso qualche errore, lasciamo passare qualche secondo e riproviamo: siccome il tutto si basa su tre servizi sparsi in giro per il mondo (un fornitore di notizie, un georeferenziatore ed un visualizzatore di mappe) può capitare che talvolta i tre non si sincronizzino per bene.
  6. Verificato che il tutto abbia funzionato almeno una volta, clicchiamo su “Collegamento a questa pagina” di Google Maps e memorizziamo da qualche parte (es. nei nostri Favoriti) l’indirizzo mostrato nel campo “Incolla il link in email o IM“. Questo indirizzo finale è quello che ci consente di vedere la mappa aggiornata con le notizie fresche, senza dover rifare i passaggi sopra indicati.

La georeferenziazione basata sui nomi dei luoghi può originare errori anche divertenti, ad esempio se la notizia cita il candidato presidenziale USA Obama può darsi che la notizia sia collocata presso l’omonima città giapponese

Le mappe di google diventano collaborative

Questa è una novità che personalmente mi appaga molto perché risolve una serie di casi che avevo affrontato con questo post di qualche mese fa. Finalmente le mappe personali di Google diventano collaborative, cioè è ora possibile autorizzare altri utenti a collaborare nella costruzione di una nostra mappa.

Diventa quindi possibile coinvolgere più persone nella costruzione (ad esempio) della mappa delle piste ciclabili di una città oppure la mappa di un giro turistico consigliato lungo un fiume. Questa collaborazione finora era preclusa dal fatto che solo il proprietario della mappa poteva modificarla mentre tutti gli altri potevano solo vederla. Oggi invece il proprietario dispone di un nuovo comando “collabora” con cui può estendere il diritto di modifica sulla mappa ad altri utenti.

Sempre per facilitare la costruzione condivisa di mappe, è inoltre possibile importare mappe già preparate da altri: all’atto della creazione di una nuova mappa, l’utente può inizializzare la nuova mappa importando un file in formato KML generato con il comando “Visualizza con Google Earth”. Purtroppo questa opzione è per ora disponibile solo al momento della creazione della nuova mappa e quindi non può essere ripetuta altre volte, ad esempio per costruire progressivamente una mappa coi contributi di diversi autori di “sotto mappe”.

Essendo funzionalità disponibili direttamente in Google Maps, probabilmente porteranno al superamento dei siti che oggi forniscono soluzioni simili (ma alla fine di nuovo basate su Google Maps) e lanceranno alla grande la costruzione collaborativa di mappe tematiche.

Lo spunto e l’immagine per questa notizia viene da Google Operating Systems mentre testo e riflessioni sono mie.

Conversioni senza convertitori

Il servizio offerto gratuitamente da Media Convert è di quelli che conviene segnarsi (cosa che sto facendo con questo post ): converte file tra i formati più comuni di testo, tabelle, presentazione, archivi, video, immagini, musica (compresi suonerie dei telefonini) senza necessità di installare convertitori sul pc.

Su alcuni formati audio offre inoltre servizi particolarmente interessanti quali la possibilità di limitare l’intervallo temporale (dal secondo al secondo) del file risultante e di ascoltare il file iniziale per identificare quale sia l’intervallo interessante.

Il tutto senza pagare e senza neppure iscriversi. Ringrazio NeuroMemories per la segnalazione.

iGoogle & Google Docs: il tuo prossimo desktop d’ufficio ?

(aggiornamento di un post del 6 maggio 2007)

iGoogle punta a diventare un desktop virtuale e Google Docs una suite office … Certo manca ancora tanto, le funzionalità di Google Docs rispetto a quanto offerto da Microsoft Office o da OpenOffice.org sono veramente limitate; le “finestre” che si possono aprire su iGoogle sono poco regolabili e i contenuti predefiniti (anche se ormai molto vasti). Però però … ormai mi sto abituando ad appuntarmi lì le cose che voglio “portare con me” sia a casa sia al lavoro sia in vacanza perché l’idea base di Google è forte ed intrigante: virtualizzare il desktop e le sue applicazioni, tornare a mettere tutto sul server riducendo il client a poco più di un browser, delocalizzare le informazioni e le applicazioni. D’altronde è proprio su questo campo (e non certo su quello dei servizi come le mappe o la ricerca) dove si gioca la guerra tra BigG e BigM perché è sul dekstop e su Office che Microsoft fa (per ora) i soldi …

Ecco una breve sintesi degli strumenti da ufficio che puoi portare sempre con te grazie a iGoogle e Google Docs (più un po’ di widget installabili nella pagina):

  • la post elettronica Gmail (che è in grado di recuperare i messaggi anche da altri sistemi di posta, diventanto così un punto unico di accesso ai diversi account email personali e di lavoro)
  • la suite di videoscrittura, fogli elettronici e da questa settimana anche presentazioni alla powerpoint
  • un potente aggregratore di notizie (RSS Reader)
  • un calendario eventi
  • una to do list

Ecco un video (in inglese) che spiega i vantaggi della condivisione dei documenti su server (basata su Google Docs) rispetto alla condivisione via mail:

Segnalo un altro video (in italiano) più tecnico su ICTv, che spiega come usare Google Docs.

La geografia dei cognomi

(aggiornamento di un post del 21 aprile 2007)

Qualche anno fa Tiscali offriva uno splendido servizio che mappava i cognomi sulla base dell’elenco telefonico, dandone la distribuzione geografica dei cognomi fino a livello comunale. Quel servizio a un certo punto è sparito e su internet è rimasto il solo GensLabo a fornire questo tipo di informazione con una navigazione e una resa finale poco fruibili.

Ho scoperto recentemente che PagineBianche ha finalmente deciso di aggiungere al proprio sito la navigazione geografica dell’elenco telefonico, che può essere usata anche per studiare la geografia dei cognomi. Non si ottiene un report ma è possibile avere un colpo d’occhio sulla distribuzione di un cognome e – zoomando sulla mappa – stringere la ricerca sulle persone con quel cognome.

Usando questo servizio ad esempio ho verificato l’ipotesi che il mio cognome sia una variante molto locale di un cognome più diffuso, che non casualmente si estende tutto intorno (ma non coincide con) la zona di diffusione del mio. Nulla di scientifico in tutto ciò, ovviamente (manca la dimensione temporale, perché l’elenco telefonico non tiene traccia degli spostamenti) ma è comunque un bel servizio.

Ringraziando Emanuele per la segnalazione, aggiungo a questo elenco un servizio complementare “I cognomi in Italia” che consente di conoscere la consistenza numerica di un cognome fino a livello comunale.

A spasso dentro le pagine web con Weblin

Ogni giorno nasce una tecnologia nuova e tutto questo sperimentare sta portando alla costruzione di un “mondo nuovo” che – forse più dei mondi paralleli alla Second Life – è fortemente interconnesso al mondo reale.

L’ultima arrivata è Weblin, una chat visuale che si svolge dentro le pagine web. Installato il software ed avviato, ogni volta che visitiamo una pagina web compariranno nella finestra anche il nostro avatar e gli avatar di tutti gli altri che hanno installato weblin e stanno in quel momento navigando quella pagina. In pratica, ogni pagina web diventa virtualmente una stanza di chat, quindi si dovrebbero incontrare persone che condividono con noi (almeno temporaneamente) un interesse: il contenuto di quella pagina. Quindi Weblin si presta moltissimo per commentare insieme il sito visitato o per trovare persone con interessi simili ai nostri usando la navigazione come “filtro” implicito.

I miei primi tentativi con weblin sulla homepage di Repubblica mi hanno mostrato un buon numero di avatar weblin (quindi l’idea e la tecnologia stanno attecchendo) e hanno confermato la potenzialità dell’idea che funziona, purché uno si dia qualche regola di comportamento, attenendosi nella chat ad argomenti che hanno a che fare col sito visitato e non riducendosi ad usare weblin come l’ennesimo luogo dove insultarsi o tacchinare …