Morire di lavoro

I morti sul lavoro sono uno dei quei temi ricorrenti nelle notizie quotidiane che sfuggono all’attenzione, quasi fossero un male inevitabile ed una sorta di “tappezzeria” di sfondo nel mare delle notizie, finché non capita una tragedia come quella della Thyssen.

Morire di lavoro, morire mentre si sta facendo il proprio dovere quotidiano verso se stessi, la propria famiglia e verso la società non è un male inevitabile. E’ una vergogna.

Ed invece – come faceva notare la Gabbanelli a Report domenica scorsa – si apre un nuovo cantiere e si fa la stima preventiva di quante persone ci moriranno.

Come canta Caperezza, sono “eroi” che lottano per i propri cari, per arrivare alla pensione possibilmente vivi. A questi eroi morti sul campo, dedico un sito che li ricordi e che ricordi a tutti noi quanto è grande ed estesa questa vergogna, fino a quando ci arrabbieremo abbastanza da dire basta.  Se qualcuno vuol darmi una mano a tenerla aggiornata mi lasci un commento qua sotto e lo abilito all’editing.

Chiudo con la canzone di Caparezza:

Donna al volante, proibizione costante

Guardate questo video:

Mostra una donna araba che guida un auto. Uno spettacolo del tutto ordinario. Ma non in Arabia Saudita, dove alle donne è proibito guidare. Pensavo fosse l’ennesima bufala o propaganda antiaraba o peggio antislamica. Invece no. E’ vero. Tra le indicazioni di ViaggiareSicuri:

Arabia Saudita: Norme di guida: Circolazione a destra – Le donne non possono guidare. Consultare la rappresentanza diplomatica per altre formalità.

Non è una proibizione da poco. Forse in Arabia Saudita non tutte le donne potrebbero permettersi di possedere un auto, ma proibirne l’uso a priori significa limitare concretamente altri diritti delle donne, quali quello allo studio o al lavoro, diritti che sono con tutta probabilità i veri obiettivi di questa politica discriminatoria. Nascosta dietro la foglia di fico della religione (alla base della proibizione c’è una fatwa) è ben visibile la solita, millenaria prevaricazione sessista di metà della popolazione umana che vuole sottomettere l’altra metà, quella mediamente migliore da molti punti di vista (più pacifica, più tollerante, più accogliente, meno ideologica, più laboriosa, più attenta alla vita). Secondo PeaceReporter forse qualcosa sta cambiando e questa proibizione potrebbe essere attenuata o abolita. Speriamo. Sarebbe un bel regalo per la festa della donna 2009.

E’ finita la pacchia cinese ?

Segnalo un interessante intervento di Federico Rampini, giornalista e scrittore specializzato nelle cose cinese e indiane, in cui l’autore sostiene una tesi semplice e molto efficace:

l’aumento dei prezzi che sta colpendo i consumatori occidentali è dovuto all’aumento del costo del lavoro in Cina, dove finalmente i lavoratori stanno ottenendo condizioni di lavoro migliori, ed al monopolio cinese in alcuni settori produttivi.

Sembra quindi finito lo “sconto cinese”. Dettagli e dati nel blog di Rampini.

Calcola quanta anidride carbonica puoi evitare

Segnalo la Calcolatrice del Carbonio, uno strumento facilissimo con cui calcolare quanta anidride carbonica ognuno di noi può personalmente evitare adottando alcuni accorgimenti nella propria vita quotidiana.

Basta scegliere quali tra gli accorgimenti proposti pensiamo di poter oggettivamente eseguire (o abbiamo già adottato) e la calcolatrice sommerà il risparmio complessivo. Alla fine, viene confrontato questo risparmio con quanto sarebbe utile che facessimo come cittadini europei e – se si vuole – si può anche registrare sul sito il nostro personale impegno lasciando il nostro nome e cognome. Può quindi essere usato sia per fotografare il nostro attuale impegno contro il riscaldamento globale sia per pianificare le nostre prossime azioni a riguardo.

Lo strumento è interessante perché concentra in un solo questionario suggerimenti e calcoli che sono disponibili su internet in molti siti diversi e per ognuno dei suggerimenti spiega (ai curiosi) come viene calcolato il corrispondente risparmio di anidride carbonica. La calcolatrice è una iniziativa della Unione Europea ed è disponibile in parecchie lingue oltre l’italiano.

Gapminder e i dati parlano

Gapminder è una associazione no profit svedese che si occupa di sviluppo sostenibile. Aveva messo a punto Trendalyzer, un software capace di mostrare in modo intuitivo l’evoluzione nel tempo di relazioni tra fenomeni quali la crescita della popolazione e le emissioni di anidride carbonica o tra gli investimenti negli armamenti e quelli sulla formazione, paese per paese o tutti i paesi del mondo insieme. Ora lo sviluppo di Trendalyzer è stato preso in carico da Google (cioè l’ha comprato), che ne farà probabilmente un uso più esteso rispetto a quello di Gapminder.

Nel frattempo lo strumento di analisi è in linea disponibile a tutti, con i dati di 30 anni (1960 – 2006).

Sei città dove è già futuro

La Rai sta trasmettendo – al solito orario impossibile – Megalopolis una serie di sei documentari dedicati ognuno ad una città del mondo, scelta per rappresentare uno degli aspetti critici della vita nelle megalopoli: Los Angeles, San Paolo, il Cairo, Shenzen, Karachi, Tokyo. Per le puntate già trasmesse i temi trattati sono chiarissimi: la sicurezza a Los Angeles, il contrasto tra ricchi e poveri a San Paolo.

Sono filmati molto ben fatti, in uno stile un po’ inquietante che ricorda Cugia, basati sull’intreccio di due – tre interviste a persone che rappresentano gli opposti (o finti opposti, come si scopre alla fine di entrambe le puntate trasmesse) polizia / gang o ricco / povero. Uno degli autori ha un blog in cui spiega e commenta la serie. La scelta di una serie sulle megalopoli è indovinata nell’anno che segna il sorpasso mondiale della popolazione urbana su quella extraurbana.

Per chi non ha modo di vederli in diretta, segnalo la possibilità di rivederli on line sul sito Rai (l’ultima puntata viene pubblicata con qualche giorno di ritardo) oppure fuori linea (es. su un dispositivo portatile come un palmare), scaricandoli seguendo le istruzioni già date per un altro caso molto simile oppure – ancora più semplicemente: in FlashGet (o un altro downloader analogo) basta aggiungere alla lista dei file da scaricare i seguenti indirizzi:

  • Los Angeles mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/losangeles.wmv
  • San Paolo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/sanpaolo.wmv
  • Il Cairo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/cairo.wmv
  • Shenzen mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/shenzhen.wmv
  • Karachi mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/karachi.wmv
  • Tokyo mms://rntlivewm.rai.it/raitre/megalopolis/tokyo.wmv

Il mondo in prima pagina

Ringraziando il sito di Laura Properzi per la segnalazione, la rilancio ai quattro lettori di questo blog.

Newseum mette a disposizione in formato stampabile pdf le prime pagine di quasi 600 giornali da 54 paesi del mondo, ricercabili anche attraverso una mappa geografica. Pur coi limiti della lingua (e spesso dell’alfabeto …) si può avere un’idea dei temi all’ordine del giorno nei diversi Stati e continenti. Inoltre sono consultabili le collezioni delle prime pagine del passato in occasione di eventi di particolare rilievo internazionale, come l’11 Settembre 2001 o lo tsunami di Dicembre 2004.

Homo urbanus

Sul sito della BBC c’è una ottima animazione che mostra la crescita delle città di tutto il mondo dal 1955 al 2015 e la percentuale della popolazione urbanizzata rispetto al totale dell’umanità. Animazione che mostra come proprio in questi anni ormai siamo diventati una specie a maggioranza urbana. Fa parte di un ampio dossier sulla urbanizzazione dell’umanità.